CapelliRossi

Un uccello canta meglio sul proprio albero genealogico. Jean Cocteau
novembre 8 2009





Chi vuoi essere?
Chi sei?
Colei che dice per esserci.

postato da: mmuum alle ore 04:01 | link | commenti | commenti
ottobre 30 2009

cuif cuif

Incrdibile la sensazione di volere di nuovo quell'incontro. Quell'essere uno di fronte all'altro. Incredibile quanto faccia bene il Treno.
Il veloce trasportarsi terreno da una parte all'altra sul suolo, con l'idea del definito, del sicuro.
Il treno a differenza della macchina contiene in sè l'idea dell'immutabilità. Binari fissi che orientano nel viaggio una volta e per sempre. E' la sicurezza che ti permette di lasciarti andare, smettere le ansie e le maschere. Un fidarsi.
Nel treno ritrovo me. Posso fare o leggere solo ciò che mi sono portata.
Le possibilità non sono infinite. Scopro le mie traccie.

http://www.youtube.com/watch?v=UZC8J5oX1pg

postato da: mmuum alle ore 11:56 | link | commenti | commenti
ottobre 18 2009

Per la notte e non solo

postato da: mmuum alle ore 03:28 | link | commenti | commenti
ottobre 2 2009

summa teologica




Tra:
Chi me li fece scoprire, anni fa
Chi è stato al concerto con me
e
Gli Offlaga per le emozioni di casa
postato da: mmuum alle ore 15:03 | link | commenti | commenti
settembre 22 2009

Semplicemente me (infieri)

Sono le relazioni, a tutti i livelli, ciò che mi spaventa di più.
L'essere vista, l'esistere realmente per un'altra persona.
L'essere definita.
Il procurare reazioni nelle persone (soprattutto questo).
Mi ossessiona il fatto che tutto dipenda da me.
Che ogni mia azione segni irrimediabilmente la vita dell'altro, da qualche parte.
Io dovevo stare attenta ad ogni minima sfumatura, perché tutto poteva essere fonte di danno.
Questo enorme controllo pieno di senso di colpa mi ha fatto diventare controllata dalla parte più nera di me.
Non riuscendo a rifiutare il fatto che bisognasse essere controllata, rifiutavo di farlo a livello inconscio; permettevo alla mia parte più oscura di salire sul trono del comando.
Continuavo a non essere adatta, anche se sempre più controllata.
Ho perso la mia innocenza, la capacità di essere stupiti e di accettare l'altro.
Ma ho perso la mia razionalità, il mio sapere indagare il mondo, perché non ho più voluto ascoltarmi.  
L'indagine costante sul mio operato mi ha portato a decidere di essere perfetta così.
Niente più messe in discussione.
Troppo pesante affrontare un ulteriore senso di colpa.

Pausa.

Poi.
Grazie per la musica.
postato da: mmuum alle ore 14:31 | link | commenti (1) | commenti (1)
settembre 18 2009

Io non...

 
postato da: mmuum alle ore 18:11 | link | commenti | commenti
settembre 14 2009

triangolo kantiano: sintesi (manca)


1.Verso




2.Retro



3.Avendo gli occhi ci guardiamo
postato da: mmuum alle ore 11:27 | link | commenti | commenti
settembre 6 2009

Apicult

Prendiamo l'inquietudine  erotica ( che adesso sta per farsi viva di nuovo quando più i dolori nel ventre si attenuano), quella fame sorda, oscura, quella sensazione di qualcosa che manca che ci perseguita praticamente ogni attimo di veglia e di sonno nella nostra esistenza.
Che cos'è? E' la possibilità dell'amore dentro il nostro corpo. La presenza, la possibile presenza di un'altra persona.
L'avvilente, costante memento che la solitudine è una condizione impossibile, che una cosa come un essere umano solo non può esistere.
Che la parola "io" è il vocabolo più assurdo della nostra lingua. Il punto vuoto del linguaggio.
(Così come un centro è sempre necessariamente vuoto)

Lars Gustafsson, Morte di un apicultore

           
postato da: mmuum alle ore 17:17 | link | commenti (1) | commenti (1)

Chi sono

Utente: mmuum
Eccomi. Questo blog è nato per sentito dire, perché alla fine essere pecora ha i suoi vantaggi. L’ho fatto, ho “scipollato" un po’ in qua ed in là dentro il blog per metterlo a posto. Ci ho scaricato vecchi pensieri e sono andata a mangiare. E ci ho pensato. Visibile o no, è una pseudo-forma di socialità, essendo nella vetrina rete possiede la possibilità della visione pubblica. Ed io che, anche se non consciamente, l’ho creato, posseggo ora la stessa possibilità di visibilità. E’ necessario sfruttarla. Mi dicono che la scrittura potrebbe, meglio, farebbe bene al mio cervello senza logos, senza struttura. Disciplina che mi servirebbe, una disciplina: la scrittura. Così intraprendo questo viaggio verso il dentro e verso il fuori, sperando che mi sposti da questa palude in cui sono finita. Partirà questo percorso a metà tra una seduta dallo psicologo e un'esaltazione dell'ego passando tra la scoperta di nuove parole quali postato e linkato assieme al mio fedele bianco amico.

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